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Durante l’intera giornata di ieri le forze dell’ordine hanno presidiato permanentemente il Roma Residence perchè andasse a compimento la decisione del Comune di Roma già avviata negli scorsi mesi, di chiudere un’intera palazzina del Residence di via Bravetta, come passo ulteriore per chiudere definitivamente l’intero Residence. Ogni abitazione è stata serrata, lasciando fuori famiglie intere con bambini, anziani che sono scese in strada e hanno dato vita ad un presidio chiedendo una casa. Tutta questa gente ha dovuto trascorrere la notte all’addiaccio. Il Comune di Roma e il proprietario dello stabile Mezzaroma hanno scritto il loro destino: fuori dal Residence, nessuna alternativa abitativa, quindi tutti per strada. Ma queste persone e noi con loro vogliamo cambiare questo destino e contribuire a scriverne un altro che sia degno per degli esseri umani.

L’Associazione nazionale antirazzista e interetnica ‘3 febbraio’ promuove il film di Vittorio De Seta accolto con entusiasmo al Festival del Cinema di Venezia e in proiezione dal 1 settembre in tutte le sale italiane.
L’invito speciale è rivolto a tutti i fratelli e sorelle che conosciamo, a tutte le persone schierate contro il razzismo e per una società aperta, libera e solidale che potranno vedere il film a prezzo ridotto.
Per informazioni chiama l’A3F della tua città.

Locandina Lettere dal Sahara.jpg

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Una lettera per costruire l'accoglienza

Cosa succede nella vita di centinaia di migliaia di immigrati in questi mesi? E’ difficile certo saperlo. Bisogna cercare di capire, di sentirsi vicini. Persone di paesi diversi, con lingue e culture differenti, però persone con tante cose simili: in comune non ci sono solo i tanti problemi, ma anche speranze e possibilità.
Non si può capire il popolo degli immigrati partendo da come li raccontano giornali e televisione, o da come ne parlano i politici italiani.
Chi guarda veramente alla tragedia di altre centinaia di donne e uomini morti nel mare in questi mesi, non come un fatto di cronaca ma pensando ai loro volti, ai nomi, alle storie, alle persone care che, nei paesi di origine o qui in Italia, aspettano con angoscia notizie che non verranno? Dai politici poche parole di indignazione e ancora repressione, mentre sono loro i principali responsabili.
Le immagini tremende della guerra in Libano, contro la quale abbiamo lottato a fianco dei popoli libanesi e palestinese aggrediti, ci fanno pensare all’angoscia dei fratelli arabi e musulmani coinvolti due volte sia perché vicini alle popolazioni massacrate, sia perché costretti in occidente a subire menzogne e umiliazioni, discriminazioni e repressione.
E se vogliamo capire, quanto è necessario pensare alle sorelle immigrate (ormai tante in Italia) alle tante donne, immigrate e non, che subiscono la violenza e le discriminazioni dei maschi, ma nonostante ciò con coraggio e generosità cercano un futuro migliore e molto spesso si prendono cura di anziani e di bimbi? E cosa vivono e pensano le nuove generazioni di giovanissimi e di bimbi immigrati molti ormai nati qui? Molti immigrati hanno fiducia che il nuovo governo agisca in maniera diversa.

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