Una lettera per costruire l'accoglienza
Cosa succede nella vita di centinaia di migliaia di immigrati in questi mesi? E’ difficile certo saperlo. Bisogna cercare di capire, di sentirsi vicini. Persone di paesi diversi, con lingue e culture differenti, però persone con tante cose simili: in comune non ci sono solo i tanti problemi, ma anche speranze e possibilità.
Non si può capire il popolo degli immigrati partendo da come li raccontano giornali e televisione, o da come ne parlano i politici italiani.
Chi guarda veramente alla tragedia di altre centinaia di donne e uomini morti nel mare in questi mesi, non come un fatto di cronaca ma pensando ai loro volti, ai nomi, alle storie, alle persone care che, nei paesi di origine o qui in Italia, aspettano con angoscia notizie che non verranno? Dai politici poche parole di indignazione e ancora repressione, mentre sono loro i principali responsabili.
Le immagini tremende della guerra in Libano, contro la quale abbiamo lottato a fianco dei popoli libanesi e palestinese aggrediti, ci fanno pensare all’angoscia dei fratelli arabi e musulmani coinvolti due volte sia perché vicini alle popolazioni massacrate, sia perché costretti in occidente a subire menzogne e umiliazioni, discriminazioni e repressione.
E se vogliamo capire, quanto è necessario pensare alle sorelle immigrate (ormai tante in Italia) alle tante donne, immigrate e non, che subiscono la violenza e le discriminazioni dei maschi, ma nonostante ciò con coraggio e generosità cercano un futuro migliore e molto spesso si prendono cura di anziani e di bimbi? E cosa vivono e pensano le nuove generazioni di giovanissimi e di bimbi immigrati molti ormai nati qui? Molti immigrati hanno fiducia che il nuovo governo agisca in maniera diversa.