L'obiettivo, nell'ambito di un conflitto di qualsiasi natura (dalla tensione tra vicini di casa al conflitto tra la vittima e l'autore di un reato) è innanzitutto quello di favorire il reciproco riconoscimento dei sentimenti e dei vissuti dei protagonisti. Ulteriore obiettivo della mediazione è la ricomposizione del conflitto, aiutando le parti ad assumersi le proprie responsabilità e favorendo la regolazione dei rapporti futuri, attraverso decisioni e accordi dei quali siano protagoniste le parti stesse, senza delegare le decisioni a terzi.
Nel caso di mediazione in ambito penale le parti vengono invitate dal giudice ad affrontare il conflitto attraverso un percorso di mediazione, il quale non è alternativo ma complementare all'iter giudiziario.
Negli ultimi due anni, oltre alle attività di sensibilizzazione sul tema della mediazione in ambito sociale e penale, attraverso l'organizzazione di convegni, seminari e incontri formativi e la stipula di protocolli di intesa con il Ministero della Giustizia (Tribunale per i Minori e Ufficio del Giudice di Pace) il Comitato "IL NODO PARLATO" ha realizzato numerosi incontri di mediazione tra minori che hanno commesso reati (molto spesso legati a casi di bullismo) e le loro vittime.