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Progetto “IL NODO PARLATO”

A cura dell’Ufficio Ligure per la Mediazione dei Conflitti Il Nodo Parlato

 

Descrizione del problema (le ragioni per cui è stato predisposto il progetto)

L'insicurezza non è semplicemente la paura dei furti o delle aggressioni, essa nasce anche dal timore di non disporre, in caso di bisogno, di un aiuto, di un servizio che offra protezione, riparazione, ascolto. La comunità ha il dovere di farsi carico delle vittime, di accoglierle, di aiutarle, di accompagnarle verso il conseguimento di una riparazione.

Il ricorso alla mediazione ricompone le relazioni sociali. Il sentimento di appartenenza ad una città comunitaria e multiculturale, i legami di prossimità, di convivialità e di comunità sono rafforzati a partire da valori, regole e norme vicine alle tradizioni e agli usi delle parti.

La mediazione in tutte le sue forme costituisce uno strumento di elevato valore nel perseguimento della Pace Sociale.

Tale valore si esprime nei conflitti connessi a fatti di rilevanza penale o inerenti all’ordinamento penitenziario, nei conflitti sociali, nei conflitti emergenti in ambito scolastico o lavorativo, nei conflitti connessi a relazioni familiari e intergenerazionali e connessi a problematiche interetniche.

La mediazione  influenza il sistema di relazioni entro cui si producono i fenomeni della devianza e dell'insicurezza. Essa si inquadra nella più ampia prospettiva della riqualificazione della sicurezza in termini di sicurezza sociale.

Il Consiglio d’Europa ha richiesto l’introduzione di una legge quadro sulla Mediazione entro il marzo del 2006 in tutti i paesi aderenti. (Decisione Quadro 2001/220/GAI del Consiglio dell'Unione Europea)

Ciò sta a significare per l’Italia l’obbligo di emanare normative interne nazionali e locali per l’applicazione e la messa a regime  dell’istituto della Mediazione Penale.

Obiettivi specifici e attività realizzate

Concretizzare le attività di mediazione, già sperimentate in altre regioni Italiane e già a regime in altri paesi europei, a livello regionale:

Realizzare attività di mediazione e di sensibilizzazione alla mediazione,  prima di tutto in ambito penale e presso gli uffici del Giudice di Pace, oltre che in ambito sociale, scolastico e commerciale.

Obiettivi ulteriori (attività svolte oltre a quelle previste)

Il progetto si è concluso a fine ottobre 2007. Nonostante ciò il Comitato proponente sta proseguendo l'attività di presa in carico dei casi, in particolare segnalati dalla Procura per i Minori, garantendo continuità continuità alle attività progettuali, pur senza disporre di alcun fondo a copertura.

Problemi riscontrati nella realizzazione del progetto (risolti e non)

Si è riscontrata una difficoltà superiore al previsto riguardo alla messa a regime delle procedure di invio dei casi da parte dell'ufficio del Giudice di Pace. Tale criticità è stata affrontata intensificando l'attività di sensibilizzazione presso tali uffici, giungendo comunque alla stipula di un protocollo d'intesa e all'avvio dell'attività di mediazione anche in ambito Giudice di Pace.

La ricaduta regionale del progetto è stata garantita anche attraverso gli spostamenti dei mediatori in occasione di colloqui con le parti, tenutisi fuori dal contesto cittadino. Tale esigenza ha costituito in parte un problema, legato alla difficoltà di disporre di locali più capillarmente distribuiti sul territorio regionale. Si è ovviato attivando sedi messe a disposizione da enti del terzo settore e, in alcuni casi le sedi alcuni studi legali.

Un altro elemento di criticità ha riguardato un certo sbilanciamento, tra i casi pervenuti dalle varie istituzioni invianti nella prima e nella seconda metà di sviluppo del progetto. La criticità è stata superata confinando maggiormente le attività di formazione e sensibilizzazione nella prima fase del progetto. Va inoltre detto che l’efficiente lavoro di informatizzazione e formalizzazione delle procedure interne, realizzata in fase di avvio del progetto, ha consentito una agevole ed efficiente gestione dei casi anche in condizioni di forte richiesta.

Eventuali correzioni dell’iter progettuale in caso di riproposta (soggetti promotori, tempi, modalità, ecc.)

Nelle prossime edizioni del progetto (che si sta tentando di riproporre), sarà rivolto maggiore spazio alla dimensione sociale della mediazione. Si potranno inoltre valutare accordi con le Scuole, le camere di commercio ed eventualmente con grandi imprese, in modo da ampliare i destinatari delle attività di mediazione, garantendo anche quote di co-finanziamento al progetto.

Valutazione dei realizzatori relativamente all’impatto indotto sulla cittadinanza (quartiere, municipio, città, ecc.).

In generale si ritiene di aver determinato un impatto significativo sulle cittadinanza, sia a livello locale che provinciale e regionale, attraverso:

-          La formalizzazione e la concretizzazione di attività di mediazione in Liguria (sperimentazione mai effettuata prima), anche attraverso la stipula di protocolli operativi con le istituzioni coinvolte nel progetto

-          L’integrazione con le attività delle Istituzioni della Giustizia e dei Servizi Sociali del Comune, in direzione di

o   responsabilizzazione dei soggetti protagonisti di comportamenti devianti,

o    riconoscimento e “rassicurazione” della/delle vittima/e

o   un aumento della sicurezza sociale e proposta di strumenti per l’elaborazione dei conflitti

L’impatto è stato indotto sia attraverso l’attività pratica che attraverso attività di sensibilizzazione e divulgazione dei temi attinenti alla mediazione.

Ovviamente l’impatto sarà tanto più costante e significativo quanto più le attività avranno continuità ed ampiezza territoriale.

 

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